Dipartimento federale di giustizia e polizia

Il blocco dell’aiuto sociale ai casi NEM dà gli effetti auspicati

Il secondo rapporto annuale sul «Monitoraggio NEM» conferma l’efficacia dei provvedimenti presi. I paventati effetti negativi non si sono verificati.

Comunicati, DFGP, 18.08.2006

Berna-Wabern. L’escludere dall’aiuto sociale le persone sulla cui domanda d’asilo non si è entrato nel merito, dà gli effetti auspicati: il numero delle domande palesemente immotivate è diminuito e le persone con una decisione di non entrata nel merito della loro domanda d’asilo (NEM) sono state convinte a partire. Il numero delle persone nel settore dell’asilo ha così potuto essere ridotto del 12,5 percento con conseguenti risparmi dell’ordine di 92 milioni di franchi. Non sono state pregiudicate né l’accoglienza dei rifugiati né la situazione delle persone vulnerabili. La delinquenza è contenuta e non è aumentata. Questo è il bilancio fatto dal capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), il consigliere federale Christoph Blocher, e dal direttore dell’Ufficio federale della migrazione (UFM), signor Eduard Gnesa, in occasione della presentazione del secondo rapporto annuale «Monitoraggio NEM».

Dal 1° aprile del 2004 le persone con una decisione di non entrata nel merito della loro domanda d’asilo (NEM) non hanno più diritto all’aiuto sociale, ma solamente all’aiuto immediato. L’analisi approfondita della situazione eseguita dall’Ufficio federale della migrazione, dalla Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali e dalla Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia ha condotto a un bilancio positivo.
 
Le esperienze fatte negli ultimi due anni mostrano quanto segue: l’obiettivo che le persone con una NEM lascino la Svizzera è stato raggiunto. L’esclusione di tali persone dall’aiuto sociale rende non attrattiva l’ulteriore permanenza in Svizzera.
 
Dall’altro lato non si sono verificati né i timori secondo cui le persone con una NEM avrebbero fatto aumentare il tasso di delinquenza, sarebbero sparite nella clandestinità o non avrebbero potuto partire a causa della mancanza di documenti, né quelli secondo cui le persone vulnerabili non avrebbero più ricevuto il necessario sostegno.
In caso di bisogno, ogni persona con una NEM può chiedere l’aiuto immediato. Non sono noti problemi nel garantire tale aiuto immediato.
 
I due terzi circa delle persone la cui NEM è cresciuta in giudicato fra il 1° aprile del 2004 e il 31 marzo del 2006 non hanno mai percepito l’aiuto immediato. Questo indica chiaramente che tali persone hanno fin dall’inizio ottemperato all’ingiunzione di partire.

Risultati del secondo anno di osservazione
(dal 1° aprile del 2005 al 31 marzo del 2006)
 
  • Meno domande d’asilo immotivate: rispetto all’anno precedente, nel 2005 il numero delle domande d’asilo presentate in Svizzera diminuì di circa il 30 percento. Nel 2005 il calo delle domande d’asilo è stato più forte in Svizzera che negli Stati comparabili dell’UE. La quota delle domande accolte, che era del 6,7 percento nel 2003 e del 9,2 percento nel 2004, è salita al 13,6 percento nel 2005. A fine luglio 2006 tale quota raggiunse il 15,6 percento. Questo significa che il numero delle domande immotivate è diminuito e dimostra nello stesso tempo che le persone che hanno bisogno della protezione del nostro Paese l’ottengono.
  • Minori costi: il numero delle persone nel settore dell’asilo è diminuito nel 2005 di circa 7 000 persone (-12,5%) attestandosi a 48 193. Questo risultato positivo permette di concludere che i provvedimenti presi, in particolare l’introduzione del blocco dell’aiuto sociale per le persone con una NEM, le procedure accelerate e la coerente esecuzione, mostrano i loro effetti. Per quanto riguarda i costi per i richiedenti l’asilo e le persone ammesse a titolo provvisorio, nel 2005, si sono così potuti ottenere risparmi complessivi dell’ordine di 92 milioni di franchi. Di cui circa 42 milioni di franchi sono da ricondurre al blocco dell’aiuto sociale.
  • I costi per le persone con una NEM giusta il nuovo diritto sono coperti: nel primo anno dell’introduzione del blocco dell’aiuto sociale (dall’aprile 2004 al marzo 2005), i costi sostenuti dai Cantoni per le prestazioni dell’aiuto immediato (compresi i costi sanitari) alle persone con una NEM giusta il nuovo diritto erano coperti. Grazie all’aumentato importo forfetario per l’aiuto immediato, versato ai Cantoni con effetto retroattivo al 1° gennaio del 2005, tali costi sono coperti sull’insieme della Svizzera fino alla fine del marzo 2006. La Confederazione, nonostante il calo delle domande d’asilo, ha parimenti rinunciato a ridurre nel 2006 l’importo forfetario per i costi d’assistenza che ammonta in totale a 20 milioni di franchi (cosiddetto compromesso sull’asilo).
  • Non più lunghe permanenze: in media, i beneficiari dell’aiuto immediato hanno percepito tale aiuto per 113 giorni. La durata del soggiorno di tali persone è di circa tre volte e mezzo più breve della durata media di soggiorno delle persone cui è stata respinta la domanda d’asilo e che ricevono l’aiuto sociale.
  • Protezione garantita: le persone vulnerabili ricevono la protezione e il sostegno necessari.
  • Nessun aumento della delinquenza: nemmeno nel secondo anno di blocco dell’aiuto sociale si sono verificati il forte aumento della delinquenza fra le persone con una NEM paventato dalle istituzioni di soccorso e dalle città e i rischi per la sicurezza pubblica legati ai provvedimenti.

In base alle esperienze positive già fatte alla fine del primo anno di osservazione, il Parlamento decise di estendere, nell’ambito della revisione della legge sull’asilo, l’esclusione dall’aiuto sociale a tutti i richiedenti l’asilo respinti.
Questo e altri provvedimenti previsti nella riveduta legge sull’asilo concorrono alla soluzione dei problemi ancora presenti. Continuano a esserci troppe persone che presentano una domanda d’asilo in Svizzera senza avere un valido motivo per farlo e troppi richiedenti l’asilo respinti che rimangono illegalmente in Svizzera. Gli obiettivi dichiarati della politica d’asilo devono essere ulteriormente perseguiti: meno domande immotivate, meno persone che soggiornano illegalmente e migliore integrazione professionale dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse a titolo provvisorio.
 
 
  • Il numero delle domande d’asilo palesemente immotivate deve diminuire ulteriormente. Questo è un obiettivo della revisione della legge sull’asilo sottoposta in votazione il prossimo 24 settembre. Il fatto di presentare una domanda d’asilo immotivata in Svizzera non deve essere interessante.
  • Occorre fare di più affinché i richiedenti l’asilo consegnino i loro documenti e rivelino la loro identità. Al proposito, la riveduta legge sull’asilo dovrebbe apportare un miglioramento. In tal modo le procedure d’asilo potrebbero essere abbreviate e il rimpatrio dei richiedenti l’asilo respinti reso più efficace.
  • I rifugiati riconosciuti e le persone ammesse a titolo provvisorio devono essere integrati nel mercato del lavoro in modo più mirato. Per i rifugiati i primi progetti pilota in tal senso inizieranno nell’autunno del 2006.

Contatto / informazioni
Ufficio federale della migrazione, T +41 58 465 78 44, Contatto