La Commissione UE approva il programma della Svizzera per il Fondo per le frontiere esterne

Comunicati, UFM, 28.03.2011

Berna. In data odierna la Commissione europea ha approvato il programma pluriennale 2010-2013 e il programma annuale 2010 con cui la Svizzera intende partecipare al Fondo per le frontiere esterne. Questi documenti delimitano il quadro tematico dei progetti svizzeri che saranno cofinanziati da tale fondo. Costituiscono inoltre il presupposto per i versamenti anticipati da parte dell’UE. Il Fondo si propone in particolare di migliorare l’efficacia dei controlli e di aumentare la sicurezza alle frontiere esterne dello spazio Schengen.

Il Fondo per le frontiere esterne è un fondo di solidarietà che permette in particolare di sostenere finanziariamente gli Stati membri di Schengen che, a causa dell’estensione delle loro frontiere terrestri e marittime, sono chiamati ad assumersi durevolmente costi elevati per garantire la protezione delle frontiere esterne. Si propone anzitutto di contribuire ad assicurare controlli efficaci e, quindi, di migliorare la protezione delle frontiere esterne e di ostacolare l’immigrazione clandestina, ma anche di agevolare e accelerare l’entrata nello spazio Schengen delle persone autorizzate a viaggiare. Gli Stati Schengen possono sollecitare il Fondo per le frontiere esterne per finanziare progetti che intendono attuare.

L’importo totale delle risorse messe a disposizione del Fondo per le frontiere esterne ammonta a 1820 milioni di euro per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2013. In media, la Svizzera vi contribuisce con circa 9 milioni di euro all’anno.

Oggi la Commissione europea ha approvato il programma pluriennale svizzero 2010-2013 e il programma annuale 2010, il primo di questo genere. Per il programma 2010, l’UE versa alla Svizzera circa 4,7 milioni di euro (importo che include retroattivamente il finanziamento del 2009) per sostenere progetti riguardanti:

  • un’applicazione informatica destinata a leggere e rilevare i dati biometrici e a consultare le banche dati di ricerca;
  • misure volte a sviluppare il sistema di informazione sui visti, in particolare il collegamento del sistema nazionale (N-VIS) al sistema centrale europeo;
  • misure formative destinate agli agenti incaricati del controllo alla frontiera e al personale consolare in occasione dell’introduzione delle nuove procedure inerenti al Codice europeo dei visti.

Le misure previste faciliteranno la cooperazione con gli altri Stati Schengen migliorando l’efficacia dei controlli e garantendo una maggiore sicurezza alle frontiere esterne dello spazio Schengen.

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