Ufficio federale di polizia

Rilevate e accertate le prime prove di massacri

Di ritorno dal Kosovo gli agenti svizzeri

Comunicati, fedpol, 14.07.1999

Ha fatto ritorno in Svizzera, oggi mercoledí, il corpo svizzero che si è recato in Kosovo per accertare le prime prove dei massacri compiuti dalla polizia e dall'esercito iugoslavo. I quattro funzionari di polizia dei Cantoni Vallese, Vaud, Berna e Zurigo hanno prelevato un ingente materiale. Esso sarà esaminato in Svizzera nel corso delle prossime settimane e alla fine trasmesso al Tribunale internazionale dell'Aia per il perseguimento dei crimini di guerra nella ex Iugoslavia.

I funzionari svizzeri di polizia hanno ricevuto dal Tribunale per i crimini di guerra, nel periodo che va dal 26 giugno fino al 12 luglio, diversi incarichi della durata di mezza giornata fino a quattro giorni. Un rappresentante del tribunale e un interprete li hanno accompagnati sui luoghi d'inchiesta situati nella zona tenuta dai soldati britannici e truppe della KFOR li hanno scortati e protetti. Gli agenti svizzeri - specialisti del servizio di ricognizione, accertamento di tracce, esplosivi e documentazione - hanno fatto ricerche tra l'altro anche nel quartier generale della polizia iugoslava a Pristina, sulle fosse comuni e in numerose case nelle quali sono state ammassate persone, uccise e bruciate.

Prove per il Tribunale dei crimini di guerra

I funzionari svizzeri hanno scattato migliaia di foto e registrato numerose videocassette che ora devono essere valutate nel nostro Paese. Le immagini devono esser messe in relazione con i fatti rilevati in particolare durante l'interrogazione dei testimoni. Dopo la valutazione il materiale sarà inviato al Tribunale dei crimini di guerra dell'Aia. Esso costituisce una parte delle prove con le quali il tribunale potrà far valere l'accusa contro il capo di Stato iugoslavo Slobodan Milosevic e altre persone per gravi delitti contro l'umanità, assassinio e deportazione.

Seconda squadra d'inchiesta

Grazie alla disponibilità di diversi comandanti di polizia - che metteranno di nuovo a disposizione alcuni loro collaboratori - la Svizzera invierà in Kosovo, probabilmente verso metà di agosto, una seconda squadra d'inchiesta per 3-4 settimane. Ma prima l'Ufficio federale di polizia, coordinatore degli interventi svizzeri in Kosovo, dovrà risolvere alcuni problemi logistici con il Tribunale internazionale e analizzare le esperienze fatte assieme ai membri della prima e della seconda squadra.

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